La memoria riporta il complesso delle indagini e degli studi volti ad indagare le condizioni statiche e funzionali di cinque dighe di ritenuta ubicate nei bacini detti “del Gorzente” e “della Lavagnina”, collocati geograficamente a Nord-Ovest della città di Genova, sul versante padano dello spartiacque appenninico. Le cinque dighe di ritenuta, a gravità, realizzate in muratura di pietrame con malta, hanno sviluppo al coronamento variabile tra 120 e 220 m ed altezza massima compresa tra 34 e 52 m. L’anno di completamento delle dighe, tuttora in servizio, varia tra il 1883 ed il 1927. In relazione a tali caratteristiche, specifica attenzione è stata rivolta ad aspetti legati all’acquisizione di dati significativi per la caratterizzazione dei materiali costituenti il corpo diga ed il sedime di fondazione, nell’ottica di una valutazione statico-funzionale ed in quella di eventuali interventi di adeguamento. In tali ambiti il complesso delle attività svolte permette prevalentemente di delineare una metodologia di analisi per opere di rilevante importanza e complessità, quali quelle esaminate.

Analisi sperimentale sulle condizioni statiche e funzionali di dighe di ritenuta in muratura di pietrame.

BERARDI, RICCARDO;BOVOLENTA, ROSSELLA;
2004

Abstract

La memoria riporta il complesso delle indagini e degli studi volti ad indagare le condizioni statiche e funzionali di cinque dighe di ritenuta ubicate nei bacini detti “del Gorzente” e “della Lavagnina”, collocati geograficamente a Nord-Ovest della città di Genova, sul versante padano dello spartiacque appenninico. Le cinque dighe di ritenuta, a gravità, realizzate in muratura di pietrame con malta, hanno sviluppo al coronamento variabile tra 120 e 220 m ed altezza massima compresa tra 34 e 52 m. L’anno di completamento delle dighe, tuttora in servizio, varia tra il 1883 ed il 1927. In relazione a tali caratteristiche, specifica attenzione è stata rivolta ad aspetti legati all’acquisizione di dati significativi per la caratterizzazione dei materiali costituenti il corpo diga ed il sedime di fondazione, nell’ottica di una valutazione statico-funzionale ed in quella di eventuali interventi di adeguamento. In tali ambiti il complesso delle attività svolte permette prevalentemente di delineare una metodologia di analisi per opere di rilevante importanza e complessità, quali quelle esaminate.
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