L’intento del progetto del nuovo Palazzo del Cinema di Venezia è quella di restituire, all’omonimo Festival, il lustro che gli contendono le analoghe rassegne cinematografiche di Cannes, Locarno e Berlino.
L’opzione scelta dall’équipe di architetti 5+1 AA e Rudy Ricciotti, di reale rottura rispetto agli altri progetti concorrenti, è quella del vuoto e della finzione.
Lo spiazzo esistente è conservato, lastricato, con la sua vegetazione: un libero accesso visuale verso il mare è preservato. I nuovi spazi richiesti dal programma sono, invece, interrati: un guadagno di spazio, un gioco simbolico con la definizione di cinema, quale luogo dove ci si sottrae, un “buco nella strada”, come diceva Robert Smithson. 
Quanto al palazzo del festival propriamente detto, questo è collocato in una delle due estremità della piazza. Un edificio senza angoli e senza riferimenti dimensionali, che è tipico della laguna di Venezia. 
Il volume contiene un testo di Paul Ardenne, docente universitario e collaboratore della rivista “Art press”, è autore di numerose pubblicazioni sull’architettura e l’urbanistica.
 Engagé à l’automne 2008, le chantier vénitien du Nouveau palais du cinéma du Lido consacre une collaboration exemplaire entre deux agences d’architecture, l’une française, l’autre italienne. 
C’est en 2004 que les Italiens Alfonso Fermia et Gianluca Peluffo, créateurs en 1995 de l’agence génoise 5+1AA et le français Rudy Ricciotti (Grand Prix d’Architecture en 2006) décident de concourir pour ce projet, avec l’issue heureuse que l’on sait. Le nouveau palais du cinéma qu’ils conçoivent ensemble va faire sensation en plus de se démarquer franchement des projets concurrents. A rebours de la logique de l’affichage – qui est aussi, par nature, celle d’un médium tel que le cinéma – le parti qu’adopte l’équipe franco-italienne plaide pour le retranchement. Ainsi, la plus large partie du bâtiment qu’ils proposent au jury est-elle enfouie, seule dépassant du sol une forme en carène de vaisseau renversée aux accents minéraux. Une large place arborée est ainsi ménagée.
Cet ouvrage documente l’élaboration de ce bâtiment spectaculaire qui ouvrira ses portes en 2011 (plans, maquettes, photos, etc.) ; il est complété par des textes de Paul Ardenne, critique pour la revue Artpress.

5+1AA e Rudi Ricciotti. Il nuovo Palazzo del Cinema di Venezia

PELUFFO, GIANLUCA;
2008

Abstract

L’intento del progetto del nuovo Palazzo del Cinema di Venezia è quella di restituire, all’omonimo Festival, il lustro che gli contendono le analoghe rassegne cinematografiche di Cannes, Locarno e Berlino.
L’opzione scelta dall’équipe di architetti 5+1 AA e Rudy Ricciotti, di reale rottura rispetto agli altri progetti concorrenti, è quella del vuoto e della finzione.
Lo spiazzo esistente è conservato, lastricato, con la sua vegetazione: un libero accesso visuale verso il mare è preservato. I nuovi spazi richiesti dal programma sono, invece, interrati: un guadagno di spazio, un gioco simbolico con la definizione di cinema, quale luogo dove ci si sottrae, un “buco nella strada”, come diceva Robert Smithson. 
Quanto al palazzo del festival propriamente detto, questo è collocato in una delle due estremità della piazza. Un edificio senza angoli e senza riferimenti dimensionali, che è tipico della laguna di Venezia. 
Il volume contiene un testo di Paul Ardenne, docente universitario e collaboratore della rivista “Art press”, è autore di numerose pubblicazioni sull’architettura e l’urbanistica.
 Engagé à l’automne 2008, le chantier vénitien du Nouveau palais du cinéma du Lido consacre une collaboration exemplaire entre deux agences d’architecture, l’une française, l’autre italienne. 
C’est en 2004 que les Italiens Alfonso Fermia et Gianluca Peluffo, créateurs en 1995 de l’agence génoise 5+1AA et le français Rudy Ricciotti (Grand Prix d’Architecture en 2006) décident de concourir pour ce projet, avec l’issue heureuse que l’on sait. Le nouveau palais du cinéma qu’ils conçoivent ensemble va faire sensation en plus de se démarquer franchement des projets concurrents. A rebours de la logique de l’affichage – qui est aussi, par nature, celle d’un médium tel que le cinéma – le parti qu’adopte l’équipe franco-italienne plaide pour le retranchement. Ainsi, la plus large partie du bâtiment qu’ils proposent au jury est-elle enfouie, seule dépassant du sol une forme en carène de vaisseau renversée aux accents minéraux. Une large place arborée est ainsi ménagée.
Cet ouvrage documente l’élaboration de ce bâtiment spectaculaire qui ouvrira ses portes en 2011 (plans, maquettes, photos, etc.) ; il est complété par des textes de Paul Ardenne, critique pour la revue Artpress.
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