Il saggio offre un’approfondita analisi del fenomeno della prostituzione straniera, basando le proprie riflessioni su un ricco materiale di ricerca, frutto di un intenso lavoro sul campo in due contesti metropolitani: Milano e Genova. Le interviste alle protagoniste, ai testimoni privilegiati, nonché l’osservazione nei mondi della notte e dei vicoli del centro storico genovese, hanno consentito la ricostruzione di scenari diversi: un racket nigeriano che ha saputo individuare strategie efficaci di assoggettamento, rimaste pressoché immutate nel corso degli anni (il debito; il ruolo della madame, amata e odiata; i riti magici); un racket albanese che si è evoluto nel tempo in termini sia organizzativi (dai piccoli gruppi ad una struttura clanica ramificata), sia strategici (dalla vittima-fidanzata alla vittima-merce); alcune sacche di prostituzione consensuale a carattere pendolare (donne dell’est europeo) o di tipo più stanziale (latino americane). L’attenzione al tema della prostituzione straniera è cresciuta negli ultimi anni. Tuttavia, salvo rare eccezioni, si discute di prostituzione straniera ma non di prostituzione, la cui persistenza nel tempo è trattata come inevitabile, data per scontata, implicita: “il mestiere più antico del mondo”. Ambizione del saggio è quindi anche quello di colmare questa lacuna, offrendo spunti di riflessione sui presupposti culturali (maschilità, femminilità, sessualità di genere) che rendono possibile l’esistenza di un mercato che si regge in prevalenza su gravissime forme di sfruttamento dell’Altra donna.

L'Altra donna. Prostituzione straniera in contesti metropolitani

ABBATECOLA, EMANUELA
2006

Abstract

Il saggio offre un’approfondita analisi del fenomeno della prostituzione straniera, basando le proprie riflessioni su un ricco materiale di ricerca, frutto di un intenso lavoro sul campo in due contesti metropolitani: Milano e Genova. Le interviste alle protagoniste, ai testimoni privilegiati, nonché l’osservazione nei mondi della notte e dei vicoli del centro storico genovese, hanno consentito la ricostruzione di scenari diversi: un racket nigeriano che ha saputo individuare strategie efficaci di assoggettamento, rimaste pressoché immutate nel corso degli anni (il debito; il ruolo della madame, amata e odiata; i riti magici); un racket albanese che si è evoluto nel tempo in termini sia organizzativi (dai piccoli gruppi ad una struttura clanica ramificata), sia strategici (dalla vittima-fidanzata alla vittima-merce); alcune sacche di prostituzione consensuale a carattere pendolare (donne dell’est europeo) o di tipo più stanziale (latino americane). L’attenzione al tema della prostituzione straniera è cresciuta negli ultimi anni. Tuttavia, salvo rare eccezioni, si discute di prostituzione straniera ma non di prostituzione, la cui persistenza nel tempo è trattata come inevitabile, data per scontata, implicita: “il mestiere più antico del mondo”. Ambizione del saggio è quindi anche quello di colmare questa lacuna, offrendo spunti di riflessione sui presupposti culturali (maschilità, femminilità, sessualità di genere) che rendono possibile l’esistenza di un mercato che si regge in prevalenza su gravissime forme di sfruttamento dell’Altra donna.
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