Stando alle statistiche ufficiali, l’agricoltura in Italia riveste un ruolo economico, in termini di occupati e di apporto al PIL, divenuto oramai se- condario. L’industrializzazione del Paese, prima, e la terziarizzazione, poi, hanno condotto altri settori ad acquisire un ruolo di preminenza eco- nomica, eppure, le aree rurali costituiscono uno dei grandi patrimoni ita- liani. Alla filiera agricola sono legati settori articolati e ricchi come quello dell’industria alimentare, dove le produzioni agricole di qualità concorro- no a costituire un elemento tra i più dinamici del “Made in Italy", mentre ai paesaggi agrari storici è legata una componente fondamentale dell’in- dustria turistica. I territori rurali, inoltre, sono fornitori fondamentali di ri- sorse ambientali e servizi ecosistemici. L’agricoltura è stata storicamente uno degli elementi fondanti della no- stra identità civile e, assieme alla particolare struttura urbana policentri- ca, fatta di una moltitudine di piccoli e medi centri urbani che da sempre hanno “coltivato” un rapporto fecondo con le rispettive campagne (e vi- ceversa), ha costituito la trama nella quale si sono formati i paesaggi ita- liani. Attraverso le attività agricole si sono letteralmente “costruiti” i terri- tori italiani: che si tratti di paesaggi terrazzati o di estese opere di bonifi- ca idraulica, l’agricoltura ha plasmato la forma del territorio e l’abbando- no di queste attività – aventi un fondamentale ruolo di manutenzione del territorio – fa emergere in modo eclatante la centralità attualissima del mondo rurale. Questo volume propone uno sguardo sull’agricoltura italiana dalla pro- spettiva del governo del territorio e, più nello specifico, dell’urbanistica. Lo stesso termine “urbanistica” potrebbe apparire come una potenziale contraddizione, delineando una disciplina che fin dal nome sembra foca- lizzata sul fatto urbano, relegando l’extra-urbano a una condizione resi- duale. In realtà, la storia dell’urbanistica italiana degli ultimi decenni è caratterizzata da generosi (anche se talvolta infruttuosi o contradditori) tentativi di coniugare la pianificazione spaziale e il progetto di insedia- mento con l'agricoltura, attraverso una serie di strumenti, regolamenti, leggi e piani (urbanistici, ambientali e di settore, nonché paesaggistici) che ne condizionano le forme di conduzione, l’organizzazione, la tutela e la valorizzazione. Strumenti spesso non coordinati tra loro, ma che con- corrono a definire un quadro articolato dove le aree rurali (preziosa e fra- gile risorsa) molto spesso sono al centro dell’interesse e del progetto di trasformazione e di salvaguardia attiva.

Aree rurali e governo del territorio. Tradizione, evoluzione, innovazione

Lombardini, Giampiero;Tucci, Giorgia;
2023-01-01

Abstract

Stando alle statistiche ufficiali, l’agricoltura in Italia riveste un ruolo economico, in termini di occupati e di apporto al PIL, divenuto oramai se- condario. L’industrializzazione del Paese, prima, e la terziarizzazione, poi, hanno condotto altri settori ad acquisire un ruolo di preminenza eco- nomica, eppure, le aree rurali costituiscono uno dei grandi patrimoni ita- liani. Alla filiera agricola sono legati settori articolati e ricchi come quello dell’industria alimentare, dove le produzioni agricole di qualità concorro- no a costituire un elemento tra i più dinamici del “Made in Italy", mentre ai paesaggi agrari storici è legata una componente fondamentale dell’in- dustria turistica. I territori rurali, inoltre, sono fornitori fondamentali di ri- sorse ambientali e servizi ecosistemici. L’agricoltura è stata storicamente uno degli elementi fondanti della no- stra identità civile e, assieme alla particolare struttura urbana policentri- ca, fatta di una moltitudine di piccoli e medi centri urbani che da sempre hanno “coltivato” un rapporto fecondo con le rispettive campagne (e vi- ceversa), ha costituito la trama nella quale si sono formati i paesaggi ita- liani. Attraverso le attività agricole si sono letteralmente “costruiti” i terri- tori italiani: che si tratti di paesaggi terrazzati o di estese opere di bonifi- ca idraulica, l’agricoltura ha plasmato la forma del territorio e l’abbando- no di queste attività – aventi un fondamentale ruolo di manutenzione del territorio – fa emergere in modo eclatante la centralità attualissima del mondo rurale. Questo volume propone uno sguardo sull’agricoltura italiana dalla pro- spettiva del governo del territorio e, più nello specifico, dell’urbanistica. Lo stesso termine “urbanistica” potrebbe apparire come una potenziale contraddizione, delineando una disciplina che fin dal nome sembra foca- lizzata sul fatto urbano, relegando l’extra-urbano a una condizione resi- duale. In realtà, la storia dell’urbanistica italiana degli ultimi decenni è caratterizzata da generosi (anche se talvolta infruttuosi o contradditori) tentativi di coniugare la pianificazione spaziale e il progetto di insedia- mento con l'agricoltura, attraverso una serie di strumenti, regolamenti, leggi e piani (urbanistici, ambientali e di settore, nonché paesaggistici) che ne condizionano le forme di conduzione, l’organizzazione, la tutela e la valorizzazione. Strumenti spesso non coordinati tra loro, ma che con- corrono a definire un quadro articolato dove le aree rurali (preziosa e fra- gile risorsa) molto spesso sono al centro dell’interesse e del progetto di trasformazione e di salvaguardia attiva.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11567/1122776
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