Il dibattito inerente l'assessment di servizio sociale è intenso sia nell’ambito della pratica professionale che dell’approfondimento scientifico. In Italia e in Europa negli ultimi decenni è emersa la necessità di finalizzare e approfondire la riflessione sul processo di valutazione attuato dagli assistenti sociali poiché le implicazioni operative conseguenti la valutazione professionale hanno rilevanti ripercussioni sulla vita delle famiglie, dei bambini e sulle relazioni fra cittadini e assistenti sociali stessi. La ricerca contribuisce a mettere in luce le similarità e le differenze nell’assessment attuato in Svezia e in Italia nei servizi sociali municipali che si occupano di famiglie e bambini e al contempo sottopone a verifica la connessione fra modelli di welfare e la pratica di servizio sociale. L'assunto generale alla base degli studi a cui si ispira la presente ricerca è che il modello di welfare adottato da ciascun Paese influenzi la pratica dell'assessment nei servizi sociali. La ricerca, alla quale hanno partecipato trentacinque assistenti sociali impiegati a Stoccolma, Malmö e a Genova, ha evidenziato che la valutazione della situazione relativa ad una neonata a rischio e la sua famiglia, descritta mediante la tecnica delle vignette, evidenzia rilevanti similarità fra gli operatori italiani e svedesi. Nonostante Svezia e Italia presentino significative differenze a livello di sistema di welfare, l'assessment dei professionisti per quanto concerne la situazione di una neonata potenzialmente esposta a condizioni di vita sfavorevoli, presenta un elevato grado di convergenza. Gli assistenti sociali italiani si sono rivelati più interventisti, tendono cioè a considerare necessario l'avvio della presa in carico e di un intervento sociale in misura maggiore dei colleghi svedesi. Le maggiori differenze sono riconducibili ad elementi normativi, all'attribuzione della responsabilità e dell'autorità in caso di intervento senza il consenso dei genitori e all'uso sistematico di assessment tools, diffusisi in Svezia nell'ultimo decennio, e quasi assenti in Italia.

L'assessment di Servizio Sociale: una comparazione fra i servizi sociali municipali in Italia e Svezia

Guidi P.;
2015

Abstract

Il dibattito inerente l'assessment di servizio sociale è intenso sia nell’ambito della pratica professionale che dell’approfondimento scientifico. In Italia e in Europa negli ultimi decenni è emersa la necessità di finalizzare e approfondire la riflessione sul processo di valutazione attuato dagli assistenti sociali poiché le implicazioni operative conseguenti la valutazione professionale hanno rilevanti ripercussioni sulla vita delle famiglie, dei bambini e sulle relazioni fra cittadini e assistenti sociali stessi. La ricerca contribuisce a mettere in luce le similarità e le differenze nell’assessment attuato in Svezia e in Italia nei servizi sociali municipali che si occupano di famiglie e bambini e al contempo sottopone a verifica la connessione fra modelli di welfare e la pratica di servizio sociale. L'assunto generale alla base degli studi a cui si ispira la presente ricerca è che il modello di welfare adottato da ciascun Paese influenzi la pratica dell'assessment nei servizi sociali. La ricerca, alla quale hanno partecipato trentacinque assistenti sociali impiegati a Stoccolma, Malmö e a Genova, ha evidenziato che la valutazione della situazione relativa ad una neonata a rischio e la sua famiglia, descritta mediante la tecnica delle vignette, evidenzia rilevanti similarità fra gli operatori italiani e svedesi. Nonostante Svezia e Italia presentino significative differenze a livello di sistema di welfare, l'assessment dei professionisti per quanto concerne la situazione di una neonata potenzialmente esposta a condizioni di vita sfavorevoli, presenta un elevato grado di convergenza. Gli assistenti sociali italiani si sono rivelati più interventisti, tendono cioè a considerare necessario l'avvio della presa in carico e di un intervento sociale in misura maggiore dei colleghi svedesi. Le maggiori differenze sono riconducibili ad elementi normativi, all'attribuzione della responsabilità e dell'autorità in caso di intervento senza il consenso dei genitori e all'uso sistematico di assessment tools, diffusisi in Svezia nell'ultimo decennio, e quasi assenti in Italia.
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