Giovanni Andrea Carlone è stato un grande protagonista della stagione del barocco genovese e romano. Eppure ancora poco è stato detto sull'attività di questo significativo pittore, attivo in tutto il centro Italia tra Perugia e le spettacolari committenze romane, dagli Altieri fino alla chiesa del Gesù a fianco del Baciccio. Il suo ritorno in patria - a Genova - a partire dalla fine degli anni Settanta del Seicento lo vide competere con la bottega di Domenico Piola, che finirà poi per essere il grande "attrattore" degli interessi degli studiosi nella riscoperta della stagione del Seicento genovese nell'ultimo quarantennio di studi. Giovanni Andrea è sempre rimasto nell'ombra, un'ombra che non può celare però il suo estro barocco, la vicinanza ai linguaggi berniniani e l'aggiornamento consapevole sui linguaggi internazionali solo di rado penetrati nell'ambiente genovese, che andava sempre più chiudendosi su se stesso. Il recupero della sua figura rappresenta, pertanto, una delle più significative aggiunte alla conoscenza del barocco genovese e italiano negli ultimi vent'anni.

Gemelli diversi: il protagonismo di Domenico Piola e Giovanni Andrea Carlone nella grande decorazione genovese

Giacomo Montanari
2019

Abstract

Giovanni Andrea Carlone è stato un grande protagonista della stagione del barocco genovese e romano. Eppure ancora poco è stato detto sull'attività di questo significativo pittore, attivo in tutto il centro Italia tra Perugia e le spettacolari committenze romane, dagli Altieri fino alla chiesa del Gesù a fianco del Baciccio. Il suo ritorno in patria - a Genova - a partire dalla fine degli anni Settanta del Seicento lo vide competere con la bottega di Domenico Piola, che finirà poi per essere il grande "attrattore" degli interessi degli studiosi nella riscoperta della stagione del Seicento genovese nell'ultimo quarantennio di studi. Giovanni Andrea è sempre rimasto nell'ombra, un'ombra che non può celare però il suo estro barocco, la vicinanza ai linguaggi berniniani e l'aggiornamento consapevole sui linguaggi internazionali solo di rado penetrati nell'ambiente genovese, che andava sempre più chiudendosi su se stesso. Il recupero della sua figura rappresenta, pertanto, una delle più significative aggiunte alla conoscenza del barocco genovese e italiano negli ultimi vent'anni.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11567/1069440
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