Il libro di Marco Cardinali sulla Technical Art History è il primo studio monografico che si sia prodotto in Italia su un ambito di ricerca confinato ad una comunità molto ristretta di addetti ai lavori: diagnosti, restauratori, alcuni storici dell’arte, alcuni fisici, alcuni chimici, alcuni ingegneri. Uno degli aspetti più interessanti del libro è nella registrazione dell’evolversi di questa dialettica. Da un lato ritroviamo lungo tutto il corso del ‘secolo breve’ conoscitori decisi a rivendicare la primazia dell’occhio sulla macchina, e soprattutto dell’esperienza visiva ‘pura’ sull’idea di una meccanizzazione del sapere storico-artistico; dall’altro uomini in camice bianco chiamati ad affrontare il problema di un’interpretazione scientifica dei caratteri costitutivi e del degrado delle opere d’arte. Sullo sfondo di questi tentativi resta l’idea che l’analisi delle opere d’arte mediante strumentazioni scientifiche aumentava le conoscenze su di esse. Il lavoro sul corpo dell’arte non è più un percorso che possa essere compiuto in solitaria dallo storico dell’arte o dal diagnosta o dal restauratore. (dalla prefazione di Riccardo Lattuada)

Dalla Diagnostica artistica alla Technical Art History. Nascita di una metodologia di studio della storia dell'arte (1874-1938)

CARDINALI M
2020-01-01

Abstract

Il libro di Marco Cardinali sulla Technical Art History è il primo studio monografico che si sia prodotto in Italia su un ambito di ricerca confinato ad una comunità molto ristretta di addetti ai lavori: diagnosti, restauratori, alcuni storici dell’arte, alcuni fisici, alcuni chimici, alcuni ingegneri. Uno degli aspetti più interessanti del libro è nella registrazione dell’evolversi di questa dialettica. Da un lato ritroviamo lungo tutto il corso del ‘secolo breve’ conoscitori decisi a rivendicare la primazia dell’occhio sulla macchina, e soprattutto dell’esperienza visiva ‘pura’ sull’idea di una meccanizzazione del sapere storico-artistico; dall’altro uomini in camice bianco chiamati ad affrontare il problema di un’interpretazione scientifica dei caratteri costitutivi e del degrado delle opere d’arte. Sullo sfondo di questi tentativi resta l’idea che l’analisi delle opere d’arte mediante strumentazioni scientifiche aumentava le conoscenze su di esse. Il lavoro sul corpo dell’arte non è più un percorso che possa essere compiuto in solitaria dallo storico dell’arte o dal diagnosta o dal restauratore. (dalla prefazione di Riccardo Lattuada)
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11567/1035625
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