Neuhumanismus: questo Terzo Volume sulle pedagogie e le culture del Neoumanesimo tedesco tra Settecento e Ottocento porta a conclusione un'ampia parabola la cui traiettoria ha toccato la storia dell'Occidente, dell'Europa e della Germania contrassegnata dall'Aufklarung, dal Rokoko, dallo Sturm und Drang, dal Kritizismus, dalla Weimarer Klassik, dall'Idealismus, dalla Wiener Klassik e dalla Romantik (trattati nel Primo Volume), indagando i diversi attori sul teatro della Goethezeit. E appunto da Goethe - dalle sue poetiche e dalle sue pedagogie della Bildung - riparte questo studio scandagliando figure letterarie quali Werther, Wilhelm Meister, Faust, Margherita, Mefistofele. Forte delle precedenti incursioni nella filosofia, nella letteratura, nella scienza, nella musica, nella poesia, nel teatro, nella pittura e nell'architettura (presenti nel Secondo Volume), il discorso storico-critico intrapreso può ora considerare altri autori - da Winckelmann a Jean Paul, dagli Schlegel ai Grimm, da Schopenhauer a Heine - e altre opere - da La pace perpetua a Il canto del cigno, da Il Flauto magico alle porcellane di Meissen o alle pedagogie dell'illusione nel Barone di Münchhausen -. Con ciò chiudendo su di una ricognizione generale circa i pedagogisti e le pedagogie del Neuhumanismus tra il 1750 e il 1850, volta a rivisitare il Philanthro-pismus e il Pietismus, Pestalozzi e "i pestalozziani", Fröbel e "le fröbeliane", per poi fare ritorno alle tesi pedagogiche di Kant e von Humboldt, Herbart, Schleiermacher e von Knigge. L'intero spirito di un'epoca - anche riflesso della sua disposizione pedagogica - viene risolvendosi in questo libro (terzo e ultimo dopo i due che lo hanno preceduto), impegnando un gruppo coeso di studiosi intorno all'ultimo "umanesimo" nella storia della Germania, dell'Europa e dell'Occidente sul quale si prefigurerà la svolta di metà Ottocento, con il passaggio dalla Bildung neoumanistica alla Bildung borghese.

Arthur Schopenhauer: oltre il Pessimismus, dentro il Neuhumanismus

Sola, Giancarla
2020

Abstract

Neuhumanismus: questo Terzo Volume sulle pedagogie e le culture del Neoumanesimo tedesco tra Settecento e Ottocento porta a conclusione un'ampia parabola la cui traiettoria ha toccato la storia dell'Occidente, dell'Europa e della Germania contrassegnata dall'Aufklarung, dal Rokoko, dallo Sturm und Drang, dal Kritizismus, dalla Weimarer Klassik, dall'Idealismus, dalla Wiener Klassik e dalla Romantik (trattati nel Primo Volume), indagando i diversi attori sul teatro della Goethezeit. E appunto da Goethe - dalle sue poetiche e dalle sue pedagogie della Bildung - riparte questo studio scandagliando figure letterarie quali Werther, Wilhelm Meister, Faust, Margherita, Mefistofele. Forte delle precedenti incursioni nella filosofia, nella letteratura, nella scienza, nella musica, nella poesia, nel teatro, nella pittura e nell'architettura (presenti nel Secondo Volume), il discorso storico-critico intrapreso può ora considerare altri autori - da Winckelmann a Jean Paul, dagli Schlegel ai Grimm, da Schopenhauer a Heine - e altre opere - da La pace perpetua a Il canto del cigno, da Il Flauto magico alle porcellane di Meissen o alle pedagogie dell'illusione nel Barone di Münchhausen -. Con ciò chiudendo su di una ricognizione generale circa i pedagogisti e le pedagogie del Neuhumanismus tra il 1750 e il 1850, volta a rivisitare il Philanthro-pismus e il Pietismus, Pestalozzi e "i pestalozziani", Fröbel e "le fröbeliane", per poi fare ritorno alle tesi pedagogiche di Kant e von Humboldt, Herbart, Schleiermacher e von Knigge. L'intero spirito di un'epoca - anche riflesso della sua disposizione pedagogica - viene risolvendosi in questo libro (terzo e ultimo dopo i due che lo hanno preceduto), impegnando un gruppo coeso di studiosi intorno all'ultimo "umanesimo" nella storia della Germania, dell'Europa e dell'Occidente sul quale si prefigurerà la svolta di metà Ottocento, con il passaggio dalla Bildung neoumanistica alla Bildung borghese.
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