La narrazione, in ogni sua forma, amplifica i confini della nostra esperienza, delle nostre emozioni, delle nostre conoscenze, ma ci mette anche in relazione con gli altri, soprattutto quando il contesto in cui si narra è quello scolastico. Condividere una narrazione non solo con i propri compagni e con le proprie compagne di classe, ma anche con bambini/e e ragazzi/e provenienti da altre città e regioni, consente di esplorare l’altro da sé, di misurarsi con realtà differenti, di superare la diffidenza ma, soprattutto, di tenere a bada le proprie pulsioni egocentriche e utilitaristiche anche, e verrebbe da dire soprattutto, quando ciò diventa frustrante, perché le proprie aspettative sono disattese.

Una staffetta "rodariana"

A. Antoniazzi
2020

Abstract

La narrazione, in ogni sua forma, amplifica i confini della nostra esperienza, delle nostre emozioni, delle nostre conoscenze, ma ci mette anche in relazione con gli altri, soprattutto quando il contesto in cui si narra è quello scolastico. Condividere una narrazione non solo con i propri compagni e con le proprie compagne di classe, ma anche con bambini/e e ragazzi/e provenienti da altre città e regioni, consente di esplorare l’altro da sé, di misurarsi con realtà differenti, di superare la diffidenza ma, soprattutto, di tenere a bada le proprie pulsioni egocentriche e utilitaristiche anche, e verrebbe da dire soprattutto, quando ciò diventa frustrante, perché le proprie aspettative sono disattese.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11567/1017443
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