The essay reconstructs the stories of three aristocratic women by focusing on their role in managing their families’ estates. The first, Mabilia de Lecavelis, is a young widow who tries to reassemble the real estate property of her husband’s parental group with the aim of strengthening the position of her only son. Aimelina, daughter of Guglielmo Rataldo, whom we can observe in the same years, hails from a family of merchants and is given in marriage to Fulco de Castello, scion of an important consular family. The will of the latter, and other documents that show the two spouses acting in unison, suggest that the two were bound by sincere affection. The case of Simona comitissa Fieschi, is peculiar: attested as guardian of her grandchildren towards the end of the thirteenth century, she tries to fulfil her deceased son’s decision to deny one of his descendants, a Church man, his portion of the inheritance. These three cases show clearly how women played an active part in strengthening the patrimonial projects of the families they married into.

Il saggio ricostruisce le vicende di tre donne dell’aristocrazia cittadina mettendo a fuoco il loro ruolo nella gestione del patrimonio delle loro famiglie. La prima, Mabilia de Lecavelis, è una giovane vedova che cerca di ricompattare il patrimonio immobiliare del gruppo parentale del marito con l’obiettivo di rafforzare la posizione dell’unico figlio maschio. Aimelina di Guglielmo Rataldo, che possiamo osservare negli stessi anni, è figlia di un facoltoso mercante, che viene concessa in sposa a Fulco de Castello, rampollo di un’importante famiglia consolare. Il testamento di quest’ultimo e alcuni altri documenti che mostrano i due coniugi agire insieme, sembrano indicare che tra i due si instauri un rapporto di sincero affetto. Del tutto peculiare il caso di Simona comitissa Fieschi, osservabile nel suo ruolo di tutrice dei nipoti dopo la morte del figlio, che sul finire del Duecento cerca di portare avanti la decisione del figlio defunto di negare a uno dei nipoti, un religioso, la sua porzione di eredità. Da questi tre medaglioni emerge chiaramente come le donne contribuiscano a rafforzare il progetto patrimoniale delle famiglie che le accolgono.

Percorsi femminili attraverso le proprietà familiari a Genova nei secoli XII e XIII

Bezzina, Denise
2020-01-01

Abstract

The essay reconstructs the stories of three aristocratic women by focusing on their role in managing their families’ estates. The first, Mabilia de Lecavelis, is a young widow who tries to reassemble the real estate property of her husband’s parental group with the aim of strengthening the position of her only son. Aimelina, daughter of Guglielmo Rataldo, whom we can observe in the same years, hails from a family of merchants and is given in marriage to Fulco de Castello, scion of an important consular family. The will of the latter, and other documents that show the two spouses acting in unison, suggest that the two were bound by sincere affection. The case of Simona comitissa Fieschi, is peculiar: attested as guardian of her grandchildren towards the end of the thirteenth century, she tries to fulfil her deceased son’s decision to deny one of his descendants, a Church man, his portion of the inheritance. These three cases show clearly how women played an active part in strengthening the patrimonial projects of the families they married into.
2020
Il saggio ricostruisce le vicende di tre donne dell’aristocrazia cittadina mettendo a fuoco il loro ruolo nella gestione del patrimonio delle loro famiglie. La prima, Mabilia de Lecavelis, è una giovane vedova che cerca di ricompattare il patrimonio immobiliare del gruppo parentale del marito con l’obiettivo di rafforzare la posizione dell’unico figlio maschio. Aimelina di Guglielmo Rataldo, che possiamo osservare negli stessi anni, è figlia di un facoltoso mercante, che viene concessa in sposa a Fulco de Castello, rampollo di un’importante famiglia consolare. Il testamento di quest’ultimo e alcuni altri documenti che mostrano i due coniugi agire insieme, sembrano indicare che tra i due si instauri un rapporto di sincero affetto. Del tutto peculiare il caso di Simona comitissa Fieschi, osservabile nel suo ruolo di tutrice dei nipoti dopo la morte del figlio, che sul finire del Duecento cerca di portare avanti la decisione del figlio defunto di negare a uno dei nipoti, un religioso, la sua porzione di eredità. Da questi tre medaglioni emerge chiaramente come le donne contribuiscano a rafforzare il progetto patrimoniale delle famiglie che le accolgono.
978-88-97099-53-6
978-88-97099-55-0
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