Introduzione. Questo studio ha confrontato il Disegno della Famiglia, valutato in base a un sistema di codifica dell’attaccamento (Fury, 1996), con strumenti di valutazione dell’attaccamento di tipo narrativo e osservazionale in un gruppo di bambini adottati tardivamente e in un gruppo di pari non adottati residenti in Liguria. Gli obiettivi sono stati: 1) verificare quale metodologia fosse più sensibile nel cogliere l’insicurezza e soprattutto la disorganizzazione, costrutto particolarmente associato a esperienze relazionali precoci gravemente compromesse, tipiche dei minori collocati in adozione; 2) esaminare se i costrutti misurati dai diversi strumenti fossero correlati tra loro o se esse cogliessero aspetti differenti dell’organizzazione dell’attaccamento in età evolutiva, come sostenuto da Bosmans e Kerns (2015). Metodologia. Hanno partecipato allo studio 41 bambini (età 5-8 anni), di cui 29 adottati tardivamente, inseriti nelle famiglie adottive da 7/8 mesi in età tra i 4 e i 7 anni, e 12 pari non adottati cresciuti dai propri genitori biologici. I due gruppi sono stati bilanciati per genere. I pattern di attaccamento dei partecipanti sono stati valutati tramite uno strumento grafico, il Disegno della Famiglia (DF, Fury, 1996), uno strumento narrativo, il Manchester Child Attachment Story Task (MCAST; Green, Stanley, Smith, e Goldwyn, 2000) e uno strumento osservazionale, la Procedura di Separazione-Riunione (PSR, Main e Cassidy, 1988), mentre le abilità verbali sono state controllate tramite il Peabody Picture Vocabulary Test – Revised (Dunn e Dunn, 1981). Considerato il numero non elevato di partecipanti, i dati sono stati analizzati tramite test statistici non parametrici (es. U Mann–Whitney test, Spearman’s rho, Fisher’s Exact test). Risultati. I bambini adottati tardivamente sono risultati più significativamente insicuri (89% vs. 55%) e disorganizzati (41% vs. 27%) dei loro pari solo nel DF, ma non nel MCAST (insicuri 50% vs. 27%, disorganizzati 35% vs. 18%) nella PSR (insicuri 48% vs. 33%). Nel gruppo dei bambini adottati le scale globali del DF legate alle rappresentazioni insicure e disorganizzate (distanza emotiva, tensione, dissociazione) hanno mostrato correlazioni negative con la scala di mentalizzazione del MCAST. Nel gruppo di controllo si è rilevata un'associazione significativa tra le classificazioni disorganizzate valutate con il DF e con il MCAST, nonché alcune correlazioni attese tra le scale globali del DF e le scale continue della coerenza generale e della mentalizzazione del MCAST. Nessuna relazione è emersa tra il DF e la PRS, in termini di classificazioni e scale, in entrambi i gruppi di bambini. Discussione. Il sistema di codifica basato sull’attaccamento del DF ha rivelato una particolare sensibilità nel cogliere le rappresentazioni dell’attaccamento insicure e disorganizzate, che sembrano ridursi nei bambini adottati solo quando sono in grado di mentalizzare, ovvero di rappresentare sé stessi e i caregiver in termini di stati mentali, come emozioni, pensieri e desideri.

Bambini adottati tardivamente e attaccamento valutato con il disegno della famiglia: relazioni e confronto altre metodologie.

Pace Cecilia Serena;Bastianoni Chiara;Muzi Stefania;Bizzi Fabiola
2019

Abstract

Introduzione. Questo studio ha confrontato il Disegno della Famiglia, valutato in base a un sistema di codifica dell’attaccamento (Fury, 1996), con strumenti di valutazione dell’attaccamento di tipo narrativo e osservazionale in un gruppo di bambini adottati tardivamente e in un gruppo di pari non adottati residenti in Liguria. Gli obiettivi sono stati: 1) verificare quale metodologia fosse più sensibile nel cogliere l’insicurezza e soprattutto la disorganizzazione, costrutto particolarmente associato a esperienze relazionali precoci gravemente compromesse, tipiche dei minori collocati in adozione; 2) esaminare se i costrutti misurati dai diversi strumenti fossero correlati tra loro o se esse cogliessero aspetti differenti dell’organizzazione dell’attaccamento in età evolutiva, come sostenuto da Bosmans e Kerns (2015). Metodologia. Hanno partecipato allo studio 41 bambini (età 5-8 anni), di cui 29 adottati tardivamente, inseriti nelle famiglie adottive da 7/8 mesi in età tra i 4 e i 7 anni, e 12 pari non adottati cresciuti dai propri genitori biologici. I due gruppi sono stati bilanciati per genere. I pattern di attaccamento dei partecipanti sono stati valutati tramite uno strumento grafico, il Disegno della Famiglia (DF, Fury, 1996), uno strumento narrativo, il Manchester Child Attachment Story Task (MCAST; Green, Stanley, Smith, e Goldwyn, 2000) e uno strumento osservazionale, la Procedura di Separazione-Riunione (PSR, Main e Cassidy, 1988), mentre le abilità verbali sono state controllate tramite il Peabody Picture Vocabulary Test – Revised (Dunn e Dunn, 1981). Considerato il numero non elevato di partecipanti, i dati sono stati analizzati tramite test statistici non parametrici (es. U Mann–Whitney test, Spearman’s rho, Fisher’s Exact test). Risultati. I bambini adottati tardivamente sono risultati più significativamente insicuri (89% vs. 55%) e disorganizzati (41% vs. 27%) dei loro pari solo nel DF, ma non nel MCAST (insicuri 50% vs. 27%, disorganizzati 35% vs. 18%) nella PSR (insicuri 48% vs. 33%). Nel gruppo dei bambini adottati le scale globali del DF legate alle rappresentazioni insicure e disorganizzate (distanza emotiva, tensione, dissociazione) hanno mostrato correlazioni negative con la scala di mentalizzazione del MCAST. Nel gruppo di controllo si è rilevata un'associazione significativa tra le classificazioni disorganizzate valutate con il DF e con il MCAST, nonché alcune correlazioni attese tra le scale globali del DF e le scale continue della coerenza generale e della mentalizzazione del MCAST. Nessuna relazione è emersa tra il DF e la PRS, in termini di classificazioni e scale, in entrambi i gruppi di bambini. Discussione. Il sistema di codifica basato sull’attaccamento del DF ha rivelato una particolare sensibilità nel cogliere le rappresentazioni dell’attaccamento insicure e disorganizzate, che sembrano ridursi nei bambini adottati solo quando sono in grado di mentalizzare, ovvero di rappresentare sé stessi e i caregiver in termini di stati mentali, come emozioni, pensieri e desideri.
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