This paper presents the restoration of an old lime kiln in COgoleto (now the Tiziano Mannoni industrial archaeology area) which involved: 1- the choice of a minimum impact improvement programme that would respect historic remains as much as possible; 2- the choice to limit the scope of the improvement programme, leaving some parts of the heritage site untouched for future use as a scientific testbed; 3- the use of the heritage site as a training ground for graduate and post-graduate students of restoration. How was all this made possible? An agreement had already been signed between the University of Genoa's Departement of Architectural Sciences and Cogoleto city council at the design stage (in 2007); later, this was extendeduntil 2016. Researchers working in the field ( the ICVBC-CNR National Research Council's Institute for the Conservation and Valorisation of Cultural Heritage in Florence, the SUPSI University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland in Lugano and restorers working for the Opificio delle Pietre Dure restorationinstitute) were put in touch with the Liguria region's Departement of Fine Arts, Landscape and Archaeological Heritage, whilst other connections with local associations were set up. A university research project (P.R.A. 2013) and funding obtained from Turin's Compagnia di San Paolo foundation (InItiner@ 2013 tender) were the tools used to achieve these aims. As for the result, several scientific experiments were completed in the Tiziano Mannoni industrial archaeology area, some of which produced meaningful results that have been published in field literature. In many instances, these results have raised new questions nd attempts are now being made to set up further trials. From the educational point of view, this field of research has improved the way we interact with students. From the city council's point of view, this site has become a kind of research centre (whilst conyinuing to respect its heritage value). Several related support initiatives were activated ( partecipation in the 2012, 2013, 2014 and 2015 editions of the Festival della Scienza science festival with workshops and conferences). IN 2013, another initiative - the recovery of the nurals in the church of Pratozanino Psychiatric Hospital - was launched. From the point of view of restoration, this experience has set up a worthwhile maintenance process that is effective as well as inexpensive. A positive shift in the popular mindset has been an important part of all this.

L’articolo vuole presentare l’esperienza condotta dalla scrivente nel restauro di una antica fornace da calce (ora Area di Archeologia Industriale Tiziano Mannoni), a Cogoleto: la decisione di un intervento minimale, rispettoso delle diverse tracce sul manufatto, la scelta, già in fase di progetto di lasciare alcune parti della fabbrica per una attività di ricerca utile per comprendere come agire nel modo più opportuno proprio in quelle stesse porzioni della fornace più delicate ma utili anche alla comunità scientifica per le problematiche sollevate, la possibilità di una didattica alternativa per gli studenti dei corsi di restauro e per quelli della scuola di specializzazione post laurea. Tutto questo come è stato possibile? Una convenzione tra l’Università (Dipartimento di Scienze per l’ Architettura) e il Comune di Cogoleto attivata già in fase di progettazione (nel 2007) e poi rinnovata per gli anni a venire. Un collegamento tra gli studiosi che operano nel settore (ICVBC-CNR di Firenze, Supsi di Lugano, restauratori legati all’Opificio delle Pietre Dure), lo stretto e continuo legame con la Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio di Genova), il collegamento con le Associazioni sul territorio. Un progetto di ricerca di Ateneo (P.R.A . 2013), un finanziamento ottenuto dalla Compagnia di San Paolo di Torino a seguito della vincita de bando “InItiner@ 2013”. Quali le ricerche condotte in cantiere? In fase di progetto si è stabilito di lasciare due zone particolarmente delicate alla ricerca e sperimentazione. Una zona è quella di un deposito storico di calce, che tiene ancora i segni dell’alternanza degli strati di calce e di combustibile e che era rimasto per 50 anni nascosto da una spessa coltre di terreno, l’altra zona è l’area delle bocche di scarico, in muratura di mattone e con evidente presenza di Sali. A queste due zone se ne sono aggiunte altre due in cui vi era la presenza di intonaci decoesi da consolidare. Sono state compiute le seguenti sperimentazioni: consolidamenti dell’intonaco con fosfato d’ammonio, con nano silice e con nano calci, ossalato d’ammonio, desolfatazioni (desorbimento dei Sali, inibizione per conversione dei Sali solubili, inibizione attraverso l’applicazione di liquidi non volatili..) Quali i risultati? Le sperimentazioni condotte in cantiere hanno prodotto in alcuni casi risultati significativi, già pubblicati nella letteratura di settore. In diversi casi tali risultati hanno aperto a nuovi interrogativi e si sta cercando di portare avanti ulteriori sperimentazioni. Dal punto di vista della didattica, questo campo di indagine ha permesso di interagire in modo più proficuo con gli studenti. Dal punto di vista del Comune, l’aver creato all’interno di questo sito una sorta di centro di ricerca (comunque e sempre nel più completo rispetto del Bene) è stata un’esperienza estremamente interessante tanto da appoggiare diverse iniziative connesse (partecipazione con laboratori e conferenze ai Festival della Scienza 2012, 2013, 2014, 2015 e 2016) e dare avvio nel 2013 ad un’altra iniziativa “Il recupero dei dipinti murali nella chiesa dell’EX Ospedale Pischiatrico di Pratozanino”. Dal punto di vista del restauro si può dire che l’iniziativa attuata (e tuttora in corso) con il continuo presidio dell’area ha consentito di mettere in pratica anche un’azione manutentiva ripartita nel tempo, efficace, poco dispendiosa ma soprattutto continua perché ha agito sulla coscienza delle persone, modificandone, in alcuni casi, anche la mentalità.

Sperimentazione e ricerca in cantiere: un'opportunità di formazione, una risorsa per la conservazione di lunga durata

D. Pittaluga
2017

Abstract

L’articolo vuole presentare l’esperienza condotta dalla scrivente nel restauro di una antica fornace da calce (ora Area di Archeologia Industriale Tiziano Mannoni), a Cogoleto: la decisione di un intervento minimale, rispettoso delle diverse tracce sul manufatto, la scelta, già in fase di progetto di lasciare alcune parti della fabbrica per una attività di ricerca utile per comprendere come agire nel modo più opportuno proprio in quelle stesse porzioni della fornace più delicate ma utili anche alla comunità scientifica per le problematiche sollevate, la possibilità di una didattica alternativa per gli studenti dei corsi di restauro e per quelli della scuola di specializzazione post laurea. Tutto questo come è stato possibile? Una convenzione tra l’Università (Dipartimento di Scienze per l’ Architettura) e il Comune di Cogoleto attivata già in fase di progettazione (nel 2007) e poi rinnovata per gli anni a venire. Un collegamento tra gli studiosi che operano nel settore (ICVBC-CNR di Firenze, Supsi di Lugano, restauratori legati all’Opificio delle Pietre Dure), lo stretto e continuo legame con la Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio di Genova), il collegamento con le Associazioni sul territorio. Un progetto di ricerca di Ateneo (P.R.A . 2013), un finanziamento ottenuto dalla Compagnia di San Paolo di Torino a seguito della vincita de bando “InItiner@ 2013”. Quali le ricerche condotte in cantiere? In fase di progetto si è stabilito di lasciare due zone particolarmente delicate alla ricerca e sperimentazione. Una zona è quella di un deposito storico di calce, che tiene ancora i segni dell’alternanza degli strati di calce e di combustibile e che era rimasto per 50 anni nascosto da una spessa coltre di terreno, l’altra zona è l’area delle bocche di scarico, in muratura di mattone e con evidente presenza di Sali. A queste due zone se ne sono aggiunte altre due in cui vi era la presenza di intonaci decoesi da consolidare. Sono state compiute le seguenti sperimentazioni: consolidamenti dell’intonaco con fosfato d’ammonio, con nano silice e con nano calci, ossalato d’ammonio, desolfatazioni (desorbimento dei Sali, inibizione per conversione dei Sali solubili, inibizione attraverso l’applicazione di liquidi non volatili..) Quali i risultati? Le sperimentazioni condotte in cantiere hanno prodotto in alcuni casi risultati significativi, già pubblicati nella letteratura di settore. In diversi casi tali risultati hanno aperto a nuovi interrogativi e si sta cercando di portare avanti ulteriori sperimentazioni. Dal punto di vista della didattica, questo campo di indagine ha permesso di interagire in modo più proficuo con gli studenti. Dal punto di vista del Comune, l’aver creato all’interno di questo sito una sorta di centro di ricerca (comunque e sempre nel più completo rispetto del Bene) è stata un’esperienza estremamente interessante tanto da appoggiare diverse iniziative connesse (partecipazione con laboratori e conferenze ai Festival della Scienza 2012, 2013, 2014, 2015 e 2016) e dare avvio nel 2013 ad un’altra iniziativa “Il recupero dei dipinti murali nella chiesa dell’EX Ospedale Pischiatrico di Pratozanino”. Dal punto di vista del restauro si può dire che l’iniziativa attuata (e tuttora in corso) con il continuo presidio dell’area ha consentito di mettere in pratica anche un’azione manutentiva ripartita nel tempo, efficace, poco dispendiosa ma soprattutto continua perché ha agito sulla coscienza delle persone, modificandone, in alcuni casi, anche la mentalità.
This paper presents the restoration of an old lime kiln in COgoleto (now the Tiziano Mannoni industrial archaeology area) which involved: 1- the choice of a minimum impact improvement programme that would respect historic remains as much as possible; 2- the choice to limit the scope of the improvement programme, leaving some parts of the heritage site untouched for future use as a scientific testbed; 3- the use of the heritage site as a training ground for graduate and post-graduate students of restoration. How was all this made possible? An agreement had already been signed between the University of Genoa's Departement of Architectural Sciences and Cogoleto city council at the design stage (in 2007); later, this was extendeduntil 2016. Researchers working in the field ( the ICVBC-CNR National Research Council's Institute for the Conservation and Valorisation of Cultural Heritage in Florence, the SUPSI University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland in Lugano and restorers working for the Opificio delle Pietre Dure restorationinstitute) were put in touch with the Liguria region's Departement of Fine Arts, Landscape and Archaeological Heritage, whilst other connections with local associations were set up. A university research project (P.R.A. 2013) and funding obtained from Turin's Compagnia di San Paolo foundation (InItiner@ 2013 tender) were the tools used to achieve these aims. As for the result, several scientific experiments were completed in the Tiziano Mannoni industrial archaeology area, some of which produced meaningful results that have been published in field literature. In many instances, these results have raised new questions nd attempts are now being made to set up further trials. From the educational point of view, this field of research has improved the way we interact with students. From the city council's point of view, this site has become a kind of research centre (whilst conyinuing to respect its heritage value). Several related support initiatives were activated ( partecipation in the 2012, 2013, 2014 and 2015 editions of the Festival della Scienza science festival with workshops and conferences). IN 2013, another initiative - the recovery of the nurals in the church of Pratozanino Psychiatric Hospital - was launched. From the point of view of restoration, this experience has set up a worthwhile maintenance process that is effective as well as inexpensive. A positive shift in the popular mindset has been an important part of all this.
978 88-7140-766-1
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