This study considers an aspect seemingly ‘hidden’ of the Great War. It is, actually, of complete importance: propaganda. In the light of this phenomenon which, among other things, has been little examined by European critics it is main aim of this work to reconstruct a mentality history with the instruments offered by a multidisciplinary perspective which considers the historical-political aspect, the metalinguistical one and the specifically literary aspect. Situated in an Austrian perspective, but with attention to the German perspective and also to the Italian one, the work is based on the ‘places’ of the dialectical argument. Propaganda in its dimension of a literary genre, has been analyzed in its whole forms: the culte ones (the ‘war writing’ of Rilke, Hofmannsthal, Musil and of a certain journalism) and the popular ones (occasional verses) without neglecting all that production which is direct expression of the Kriegspressequartier i.e. leaflets sent on the front troops, posters and trench papers.

Questo studio prende in considerazione un aspetto apparentemente ‘defilato’ della Grande Guerra. In realtà, invece, di assoluta centralità: la propaganda. Alla luce di questo fenomeno, per altro ancora poco indagato dalla critica europea, si è inteso ricostruire una storia delle mentalità con gli strumenti offerti da una prospettiva multidisciplinare che prende in considerazione sia l’aspetto storico-politico, sia quello metalinguistico, sia quello più propriamente letterario. Collocato nella prospettiva austriaca, ma con una attenzione volta anche alla prospettiva tedesca e a quella italiana, il lavoro si ancora ai ‘luoghi’ dell’argomentazione dialettica. La propaganda, nella sua dimensione di categoria letteraria, viene analizzata in tutte le sue forme: in quelle culte (lo ‘scrivere in guerra’ di Rilke, Hofmannsthal, Musil e di certo giornalismo) e in quelle popolari (versi d’occasione), senza trascurare tutta quella produzione che è emanazione diretta del Kriegspressequartier quali volantini lanciati sulle truppe al fronte, manifesti e giornali di trincea.

Il volto del nemico. Scrittori e propaganda bellica (1915-1918) nell'Austria di Francesco Giuseppe

DACREMA, NICOLETTA
1998

Abstract

Questo studio prende in considerazione un aspetto apparentemente ‘defilato’ della Grande Guerra. In realtà, invece, di assoluta centralità: la propaganda. Alla luce di questo fenomeno, per altro ancora poco indagato dalla critica europea, si è inteso ricostruire una storia delle mentalità con gli strumenti offerti da una prospettiva multidisciplinare che prende in considerazione sia l’aspetto storico-politico, sia quello metalinguistico, sia quello più propriamente letterario. Collocato nella prospettiva austriaca, ma con una attenzione volta anche alla prospettiva tedesca e a quella italiana, il lavoro si ancora ai ‘luoghi’ dell’argomentazione dialettica. La propaganda, nella sua dimensione di categoria letteraria, viene analizzata in tutte le sue forme: in quelle culte (lo ‘scrivere in guerra’ di Rilke, Hofmannsthal, Musil e di certo giornalismo) e in quelle popolari (versi d’occasione), senza trascurare tutta quella produzione che è emanazione diretta del Kriegspressequartier quali volantini lanciati sulle truppe al fronte, manifesti e giornali di trincea.
This study considers an aspect seemingly ‘hidden’ of the Great War. It is, actually, of complete importance: propaganda. In the light of this phenomenon which, among other things, has been little examined by European critics it is main aim of this work to reconstruct a mentality history with the instruments offered by a multidisciplinary perspective which considers the historical-political aspect, the metalinguistical one and the specifically literary aspect. Situated in an Austrian perspective, but with attention to the German perspective and also to the Italian one, the work is based on the ‘places’ of the dialectical argument. Propaganda in its dimension of a literary genre, has been analyzed in its whole forms: the culte ones (the ‘war writing’ of Rilke, Hofmannsthal, Musil and of a certain journalism) and the popular ones (occasional verses) without neglecting all that production which is direct expression of the Kriegspressequartier i.e. leaflets sent on the front troops, posters and trench papers.
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