Scopo del presente lavoro è la stima della vita a fatica di un tipico giunto navale, il giunto di testa fra profilati a bulbo, per il quale sono disponibili alcuni dati sperimentali. Lo studio si concentra sull’analisi numerica della propagazione di un difetto iniziale sino alla rottura. Sono analizzate diverse forme di cricca, di diversa lunghezza iniziale e situate in diverse posizioni del giunto. Nella simulazione la propagazione si arresta al raggiungimento del fattore di intensificazione delle tensioni critico (KIC) del materiale base del giunto. La simulazione si rivela attendibile sia in termini di accrescimento della cricca, sia in termini di fattore di intensificazione delle tensioni e coerente con i principi della meccanica della frattura lineare elastica. La stima numerica della vita a fatica risulta più conservativa rispetto al dato sperimentale sia seguendo le prescrizioni del’ International Institute of Welding sia quelle suggerite dai British Standards, ma comunque congruente con esse. Pertanto la metodologia seguita si è dimostrata uno strumento di calcolo particolarmente utile nonostante il costo computazionale sia decisamente notevole.

Studio numerico della propagazione di un difetto in un tipico giunto navale saldato di geometria complessa

MONTI, MARGHERITA;RIZZO, CESARE MARIO
2013

Abstract

Scopo del presente lavoro è la stima della vita a fatica di un tipico giunto navale, il giunto di testa fra profilati a bulbo, per il quale sono disponibili alcuni dati sperimentali. Lo studio si concentra sull’analisi numerica della propagazione di un difetto iniziale sino alla rottura. Sono analizzate diverse forme di cricca, di diversa lunghezza iniziale e situate in diverse posizioni del giunto. Nella simulazione la propagazione si arresta al raggiungimento del fattore di intensificazione delle tensioni critico (KIC) del materiale base del giunto. La simulazione si rivela attendibile sia in termini di accrescimento della cricca, sia in termini di fattore di intensificazione delle tensioni e coerente con i principi della meccanica della frattura lineare elastica. La stima numerica della vita a fatica risulta più conservativa rispetto al dato sperimentale sia seguendo le prescrizioni del’ International Institute of Welding sia quelle suggerite dai British Standards, ma comunque congruente con esse. Pertanto la metodologia seguita si è dimostrata uno strumento di calcolo particolarmente utile nonostante il costo computazionale sia decisamente notevole.
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