Originariamente erano denominati “Magazzini Generali Genovesi - Molo Vecchio Genova” poichè vi erano depositate numerose merci tra cui cotone, fosfati, ferro, ghisa, … tuttavia oggi sono conosciuti con il nome “Magazzini del cotone” che si riferisce all’ultima destinazione d’uso. La struttura originaria era organizzata in nove moduli con uguali caratteristiche su tre livelli oltre il piano terreno. Ogni modulo era costituito da un ampio spazio centrale per il deposito (circa 750 mq) e due laterali che contenevano scale e servizi. La facciata continua, intonacata, è scandita da numerose finestre con piattabanda in mattoni pieni e la struttura, a doppia campata trasversale, è costituita da colonne di ghisa e solai con travi principali e secondarie di acciaio. Gli ultimi 3 moduli in testata, verso l’estremità del molo, sono stati realizzati negli anni Venti con un diverso sistema strutturale, in cemento armato, a opera della Società Anonima Esercizio Magazzini. Lo scarico e carico delle merci avveniva attraverso l’utilizzo di una ventina di gru elettriche di cui alcune a muro, altre su binario (ancora visibili) e 7 montacarichi elettrici interni ai magazzini.

Magazzini Generali - Genova

DE MAESTRI, SARA;VECCHIATTINI, RITA
2007

Abstract

Originariamente erano denominati “Magazzini Generali Genovesi - Molo Vecchio Genova” poichè vi erano depositate numerose merci tra cui cotone, fosfati, ferro, ghisa, … tuttavia oggi sono conosciuti con il nome “Magazzini del cotone” che si riferisce all’ultima destinazione d’uso. La struttura originaria era organizzata in nove moduli con uguali caratteristiche su tre livelli oltre il piano terreno. Ogni modulo era costituito da un ampio spazio centrale per il deposito (circa 750 mq) e due laterali che contenevano scale e servizi. La facciata continua, intonacata, è scandita da numerose finestre con piattabanda in mattoni pieni e la struttura, a doppia campata trasversale, è costituita da colonne di ghisa e solai con travi principali e secondarie di acciaio. Gli ultimi 3 moduli in testata, verso l’estremità del molo, sono stati realizzati negli anni Venti con un diverso sistema strutturale, in cemento armato, a opera della Società Anonima Esercizio Magazzini. Lo scarico e carico delle merci avveniva attraverso l’utilizzo di una ventina di gru elettriche di cui alcune a muro, altre su binario (ancora visibili) e 7 montacarichi elettrici interni ai magazzini.
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