Nel 1953 nella monografia sul santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina venne presentato il disegno ricostruttivo policromo di una lastra di rivestimento, rinvenuta durante gli scavi condotti da Giorgio Gullini nel secondo dopoguerra, che restituisce parte di un fregio dorico con metope decorate con una figura virile nuda, triglifi con gocce e cornice. Il fregio, di particolare interesse sia per la partizione architettonica che per la decorazione, rinvenuto nel riempimento tra due pavimenti in un ambiente in fondo alla rampa occidentale del santuario, non è stato attribuito da Gullini ad alcun edificio del santuario, ma riferito ad un'edicola indipendente dalle costruzioni del complesso. Quanto alla provenienza, lo studioso avanza l'ipotesi che il fregio possa provenire dalla terrazza superiore del santuario più antico. È stato possibile rinvenire nel Deposito del Complesso degli edifici del Foro di Palestrina alcuni frammenti pertinenti ad almeno due lastre di rivestimento di piccole dimensioni del tipo illustrato nel disegno edito dal Gullini. Inoltre, nel corso di queste ricerche è stata rinvenuta una lastra di rivestimento policroma di questo tipo, realizzata in gesso, evidentemente a fini didattici per l'esposizione nel Museo di Palestrina, che reca delle differenze nella decorazione rispetto al disegno edito dal Gullini. I tre documenti ci restituiscono dunque un tipo di lastra con elementi che variano. Nello studio sono analizzati i molteplici problemi, di difficile soluzione, sollevati da queste lastre di rivestimento, relativi alla ricostruzione, alla collocazione, all'iconografia e al loro significato; infine, vengono presentati alcuni frammenti di lastre di rivestimento con fregio dorico (con cornice simile), anch'essi rinvenuti a Palestrina, forse prodotti con la matrice rinvenuta a Palestrina e conservata a Vienna. Sembra dunque possibile identificare a Palestrina in età ellenistica una produzione locale di fregi dorici.

Produzione di lastre di rivestimento con fregi dorici a Palestrina in età ellenistica

AMBROSINI L
2019

Abstract

Nel 1953 nella monografia sul santuario della Fortuna Primigenia di Palestrina venne presentato il disegno ricostruttivo policromo di una lastra di rivestimento, rinvenuta durante gli scavi condotti da Giorgio Gullini nel secondo dopoguerra, che restituisce parte di un fregio dorico con metope decorate con una figura virile nuda, triglifi con gocce e cornice. Il fregio, di particolare interesse sia per la partizione architettonica che per la decorazione, rinvenuto nel riempimento tra due pavimenti in un ambiente in fondo alla rampa occidentale del santuario, non è stato attribuito da Gullini ad alcun edificio del santuario, ma riferito ad un'edicola indipendente dalle costruzioni del complesso. Quanto alla provenienza, lo studioso avanza l'ipotesi che il fregio possa provenire dalla terrazza superiore del santuario più antico. È stato possibile rinvenire nel Deposito del Complesso degli edifici del Foro di Palestrina alcuni frammenti pertinenti ad almeno due lastre di rivestimento di piccole dimensioni del tipo illustrato nel disegno edito dal Gullini. Inoltre, nel corso di queste ricerche è stata rinvenuta una lastra di rivestimento policroma di questo tipo, realizzata in gesso, evidentemente a fini didattici per l'esposizione nel Museo di Palestrina, che reca delle differenze nella decorazione rispetto al disegno edito dal Gullini. I tre documenti ci restituiscono dunque un tipo di lastra con elementi che variano. Nello studio sono analizzati i molteplici problemi, di difficile soluzione, sollevati da queste lastre di rivestimento, relativi alla ricostruzione, alla collocazione, all'iconografia e al loro significato; infine, vengono presentati alcuni frammenti di lastre di rivestimento con fregio dorico (con cornice simile), anch'essi rinvenuti a Palestrina, forse prodotti con la matrice rinvenuta a Palestrina e conservata a Vienna. Sembra dunque possibile identificare a Palestrina in età ellenistica una produzione locale di fregi dorici.
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